[Frisbee] E anche quest'anno..PAGANELLO!

20 aprile 2015

Il tradizionale torneo mondiale pasquale su spiaggia, giunto alla 25esima edizione.

Come prima cosa recatevi a Rimini, pendete 53 squadre provenirti da nove nazionalità diverse, spalmatele su dieci campi da gioco, aggiungete molta sabbia e mescolate il tutto ininterrottamente per quattro giorni, rigorosamente durante le vacanze pasquali. Signore e signori ecco a voi il Paganello. Il nome però non deve trarre in errore: non si tratta infatti del piccolo pesce comunissimo nelle lagune venete; i veri esperti nel settore lo identificano come il più grande torneo di ultimate frisbee su sabbia.

Sono passati ormai venticinque anni dalla prima edizione di questo torneo internazionale ma sembra che la faccenda sia come la vecchiaia per Jennifer Aniston: continua ad invecchiare ma non perde mai il suo fascino. Come ben tutti sanno il Paganello si apre con la festa del giovedì sera. Giocatori, bambini, passanti ed affamati vari cercano di farsi strada tra i tavoli, che delimitano la zona cottura gestita da questi volenterosi ragazzi, per accaparrarsi un piatto di pasta o un po’ di alici alla griglia. Per il vino invece non c’è problema: pur di fartelo bere te lo tirerebbero anche addosso. La serata continua nel tendone principale, che nei giorni successivi diventerà il nido pascoliano e la stella cometa dove tutti torneranno per ripararsi dalle intemperie, riposarsi dopo le partite e provvedere a rifocillarsi durante la giornata. Qua va in scena un magico dj set di musica tecno dove o chi più alticcio e incurante di quello che lo aspetterà il giorno dopo o chi più responsabile passa la serata scaldando i muscoli ballando prima di andare a dormire.

Il giorno dopo ci si reca in spiaggia cercando si orientarsi nei differenti dieci campi provando a capire dove è quello che lo schedule (la tabella delle partite) indicava la sera prima. Parte così ufficialmente la sessione di gioco che durerà per i successivi quattro giorni. Le quattro categorie di gioco (open, woman, mixed e junior) si sfidano nei propri gironi cercando, ovviamente, di raggiungere la vetta e strappare il titolo della propria categoria. Fin qui sembra tutto bello, anzi bellissimo ma, se qualcuno ha visto le facce di coloro che la sera stessa hanno rincasato, probabilmente si troverà interdetto dall’amena e felice situazione fin qui descritta. Il piccolo particolare sta nel fatto che da sabato fino a lunedì è sembrato che ogni tipo di rovescio e intemperia atmosferica si sia concentrato sul lungomare riminese. Un fortissimo vento, nuvole e pioggia si sono alternati nei tre giorni successivi abbattendosi sugli infreddoliti giocatori e sulla bellezza di questo gioco. Molte partite infatti si potevano già dire vinte, o quasi, da coloro che vincevano la scelta del campo. Attaccare controvento lanciando un disco di plastica di soli 175g con delle massime di 37 km/h di vento può tranquillamente divenire la tredicesima fatica di Ercole. Fortunatamente tra un partita e l’altra, all’interno di una giornata, ci si poteva riprendere rifugiandosi da qualche parte per riposarsi dovunque ci fosse un elemento architettonico o d’arredo che permettesse di abbandonare la posizione eretta, oppure divertendosi nel seguire le emozionanti gare di freestyle con il disco o andando a vedere qualche altra partita in attesa del turno successivo.

Ogni giorno la festa non mancava. Infatti ogni sera c’era l’opportunità di festeggiare prendendo parte agli eventi che nelle diverse sere vengono organizzati. L’evento al quale non si può mancare è il party di chiusura del torneo che si tiene la sera del giorno di pasqua. Nel locale prescelto si vede confluire una massa di persone che non aspettano altro che buttare sulla pista da ballo tutto quello che hanno. Ci si muove e ci si sfoga fino alle quattro del mattino, quando anche i più valorosi gettano la spugna di fronte alla stanchezza e all’incombente pensiero delle finali del giorno dopo.

Il lunedì parte la vera sfida. I più castigati sono sicuramente coloro che, per chissà quale strana legge del contrappasso, si ritrovano a giocare sulla spiaggia deserta e desolata delle nove del mattino. Le altre partite si susseguono per tutta la giornata fino ad arrivare alla finale nella quale i veri campioni sputerebbero sangue pur di accaparrarsi il podio. Onore quindi ai Revolver, direttamente da San Francisco, che per il secondo anno consecutivo si sono aggiudicati la vittoria su tutti per la categoria open. La categoria femminile è stata primeggiata dalle Tequila e mentre quella mista dagli Horned Helons.

Vincere il “Paga” non significa aggiudicarsi il primo premio di uno dei tornei su spiaggia più famosi nel mondo frisbeestico. Andare al paga e giocare fianco a fianco della propria squadra è una vera e propria esperienza. I giocatori che ne prendono parte non vanno solo per giocare le varie partite del girone ma soprattutto per vivere il torneo stesso. La sabbia, il vento, il freddo, la stanchezza sul campo e la voglia di giocare rendono questo torneo unico nel suo genere. La parola d’ordine è non mollare. Le condizioni al limite dell’umano mettono in difficoltà anche i grandi campioni ma ciò che c’è da imparare è che non bisogna farsi abbattere e stare concentrati sulla partita. In ogni momento, nel caso capitasse di incrociare lo sguardo con quello del proprio compagno, bisogna fargli capire che, comunque vada la partita, in quel momento bisogna raccogliere tutte le forze rimaste. Non c’è spazio ai rimpianti di non avere dato tutto quello che si poteva dare sul campo. È nei momenti in cui le gambe fanno male e il respiro è affannoso che la vera forza sta nell’impegno della squadra per fare almeno l’ultimo sforzo. Il Paganello insegna ad essere una vera squadra, ed è questo che lo rende un torneo unico nel suo genere.

 

(Articolo di Riccardo Brancaleoni)

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