Basket – Serie C Gold: il punto di coach Matteo Angori

Con il girone di andata agli sgoccioli, il momento della pausa natalizia è l’ideale per fare il punto sui progressi del gruppo e sul lavoro da fare nel 2017

Con il 2016 agli sgoccioli, è inevitabilmente tempo di bilanci, tempo di fermarsi a guardare il lavoro svolto negli ultimi mesi ragionando su cosa di buono è stato fatto e cosa si può migliorare. È questo che è chiamato a fare Matteo Angori, coach della prima squadra amaranto di serie C Gold, dopo un girone di andata (manca una partita, con il Bologna Basket, prevista per l’8 gennaio) chiuso con 1 vittoria e 10 sconfitte.

Un inizio difficile, ma con tanti spunti da cui ripartire con l’anno nuovo: abbiamo fatto una chiacchierata con coach Angori, per ripercorrere le tappe del gruppo fin qui, e per parlare dei ragazzi e del loro futuro.

 

Ciao coach, partiamo dalla fine.

L’ultima partita, contro la Pol. Arena, è stata una di quelle gare alla nostra portata più di altre. Ci sarebbe piaciuto giocarla al completo, ma abbiamo avuto una marea di sfortune legate a influenze e infortuni, per questo ci siamo presentati a Montecchio in 8 schierabili in campo, più Brancaleoni che non poteva giocare ma è venuto a sostenere i compagni. Quello che potevamo dare l’abbiamo dato, siamo stati in partita fino a 5′ dalla fine contro una buona squadra che non merita la classifica che ha. Avremmo preferito essere al completo con una settimana di allenamenti nelle gambe, ma siamo stati sfortunati e tutto sommato abbiamo dato una buona prova con quello che avevamo.

 

Partita importante per la classifica, uno scontro diretto per la salvezza. Un po’ di tensione c’è stata.

Sì, abbiamo preso qualche fallo tecnico, io personalmente due, e per questo sono stato espulso. Non voglio parlare delle scelte ma credo che la cosa migliore, e mi ci metto io per primo, sia stare più tranquilli e più dentro la partita, lasciando stare l’esterno.

Ripeto che mi ci metto io per primo, ma anche i giocatori devono avere bene in mente questa cosa.

 

Doveroso aprire una parentesi su Zeneli, che da questa settimana si allena col gruppo U18 Eccellenza e non con la prima squadra. Di chi è stata questa scelta e da cosa è motivata?

È stata una scelta prima di tutto mia, condivisa dal mio staff e dalla società. Con Franci ci eravamo parlati più di una volta dall’inizio dell’anno, lui sa che deve cambiare determinati atteggiamenti, sia tecnici che comportamentali. Credo che in questo momento abbiamo tutti bisogno di pensare solamente al campo e di fare bene le cose che sappiamo fare, questo è possibile solo se remiamo tutti dalla stessa parte, è un momento in cui chi sgarra e non rema in questa direzione ha bisogno di fermarsi un attimo per pensare. Questo è successo con Franci: glielo abbiamo comunicato e al momento lui si allena con l’U18. Vedremo al rientro dalle vacanze come comportarci, lui sa dove ha sbagliato, in particolare nella partita di Montecchio, deve imparare a eliminare certi tipi di comportamento, in questa partita si sono ripresentati, e quindi mi sembra giusto che ci rifletta un attimo.

 

Girone d’andata agli sgoccioli, undici giocate: una vittoria, la più improbabile di tutte (con Ozzano), e dieci sconfitte, di cui alcune che hanno lasciato dell’amaro in bocca, per diversi motivi.

Le difficoltà sapevamo che ci sarebbero state e ci sono tutt’ora. Dividerei questa prima parte di stagione in tre fasi, con la premessa che dal primo giorno di lavoro l’impegno da parte dei ragazzi non è mai mancato: vengono sempre in palestra per allenarsi, e per allenarsi bene, ci tengo a sottolinearlo.

La prima fase di questo campionato è quella in cui dovevamo conoscerci: una squadra completamente nuova, abbiamo avuto qualche sfortuna con i ragazzi in doppio tesseramento dalla Virtus che sono stati infortunati a turno. Abbiamo imparato a conoscerci e ad allenarci come un gruppo, cominciando abbastanza in fretta a crescere. Quello di cui avevamo bisogno sostanzialmente era stare insieme il più possibile, allenandoci e giocando al completo.

Nella fase centrale abbiamo fatto ottime partite, ce la siamo giocata sempre con tutte. Abbiamo fatto un’ottima partita a Ferrara, 35′ ottimi con Modena (di cui cancellerei gli ultimi cinque minuti), con San Marino siamo rientrati da -16 andando al supplementare, e poi la bellissima vittoria, inaspettata, contro la prima in classifica e imbattuta. Contro Ozzano siamo scesi in campo liberi di testa, senza nulla da perdere, con loro invece che si giocavano tanto, e abbiamo giocato la nostra migliore gara.

Poi l’ultima fase, che coincide col post-Ozzano, con le partite con Salus, Imola e Montecchio. Qui c’è stato un evidente calo, fisico e mentale, che non è dovuto, secondo me e secondo lo staff, da un discorso di poco impegno, ma bisogna capire che tutti questi ragazzi fanno il doppio campionato, con un doppio impegno, mentale e fisico, sia nel campionato U20 sia in serie C Gold, e in tutte e due le categorie sono protagonisti, a differenza dell’anno scorso dove i ragazzi che facevano l’U20 e la C Gold erano comprimari con i senior, quest’anno gli viene richiesto tanto in entrambe le categorie, e vale sia per i ragazzi Pontevecchio sia per quelli che fanno la DNG Virtus, con questi ultimi tre che si allenano anche con la prima squadra di A2.

Non vogliamo crearci degli alibi, ma c’è stato un calo fisiologico che speriamo che con la pausa per le vacanze venga riassorbito, ricaricando le pile per arrivare al meglio pronti per il nuovo anno.

 

È una coincidenza che il calo sia arrivato dopo la miglior partita dell’anno? O può esserci stato un calo di tensione emotiva per aver finalmente sbloccato il risultato e la classifica?

Forse inconsciamente un piccolo calo in quel senso c’è stato, ma sono più dell’idea che la testa sia collegata alle gambe e viceversa: se le gambe non ci sono la testa non c’è. Poi indirettamente aver mosso la classifica può aver allentato la tensione, ma quello credo sia normale. C’è anche da considerare che per due settimane di seguito abbiamo giocato nel weekend con la C Gold e il lunedì con l’U20: due partite di livello in tre giorni, che certamente influiscono sulla preparazione alla gara successiva, sia per le tempistiche sia per il fisico.

 

Parliamo dei ragazzi, partendo dal trio in doppio tesseramento dalla Virtus. Sono tre ragazzi che vengono da un contesto molto diverso da questo e c’era il rischio che non si riuscissero a calarsi appieno nella nuova realtà, prendendo l’impegno sottogamba. Come è andata secondo te con il loro inserimento?

Sono contentissimo per quello che loro ci danno. Si allenano sempre al massimo e sono molto disponibili, addirittura alcune volte fanno il doppio allenamento, quindi non posso che essere soddisfatto del loro impegno, essendosi anche integrati molto bene nel gruppo.

Ovvio che adesso, e vale per tutti e non solo per loro tre, conosciamo il campionato e sappiamo cosa ci aspetta nel girone di ritorno, quindi si alza l’asticella e pretenderemo di più da tutti, visto che molti non sono più dei principianti del campionato.

 

Abbiamo poi lo zoccolo del settore giovanile amaranto, ragazzi cresciuti qui e lanciati in prima squadra.

Sono ragazzi che conoscevo già, ci sono delle difficoltà perché fare i protagonisti a questo livello non è facile. I ragazzi sono cresciuti e stanno dando il 100%, ma nel girone di ritorno dovremo dare il 115%, perché abbiamo visto che per il gruppo che siamo dare il 100% non basta: bisogna fare di più e mi aspetto di più da tutti.

 

Ora la pausa, che non può che giovare al gruppo.

Durante le vacanze ci alleneremo, ho deciso di dare un paio di giorni in più a tutti quanti a cavallo di capodanno perché credo che tutti quanti abbiano bisogno di staccare un po’ e ricaricare le pile. Per ritrovarci il 2 gennaio in palestra per preparare la partita con Bologna Basket, che è una buona squadra, ovviamente più esperta di noi, come tutte, con quattro giocatori che hanno tanta esperienza in queste categorie. Sarà una partita da giocare dall’inizio alla fine.

 

Colgo l’occasione per ringraziare tutto il mio staff che sta lavorando molto bene impegnandoci col gruppo e coi ragazzi, e sto parlando di Samuele Pillastrini, Alessandro Peraino, Andrea Patuelli, Lello Lepore, Simona Simone, e Giacomo Naldi. Remiamo tutti nella stessa direzione e daremo tutti di più, ma non perché non stiamo dando, perché bisogna fare il salto di qualità necessario per finire al meglio la stagione.

 

Mi piacerebbe spendere due parole anche sulla cena di Natale di mercoledì 21 dicembre alle Pertini: penso che sia stata una bellissima serata, vedere le Pertini piene dei nostri ragazzi, numerosi, e le loro famiglie sia stato molto bello.

Una serata organizzata benissimo e un’occasione perfetta, che fa bene a tutti quanti, faccio quindi gli auguri di Natale e di buon anno a tutto il mondo Pontevecchio e non, sono sicuro che sarà un 2017 importante.

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