C Gold: Marco Nanni si racconta sul Resto del Carlino

Una vita fra pennelli e palloni da basket, oggi in edicola

Il nostro Marco Nanni si è raccontato oggi sul Resto del Carlino, una chiacchierata sull’arte, il basket e le loro relazioni. Marco rappresenta infatti la terza generazione di una famiglia di galleristi bolognesi, fondatori nel 1954 de ‘La Loggia’, oggi ‘Centro Culturale La Loggia’. Che lui dirige come curatore e nella quale talvolta espone le sue opere d’arte.

 

Marco, secondo te il basket è una forma d’arte, un veicolo per esprimere se stessi?

Il basket è uno sport che esprime creatività, specie negli ultimi anni, in cui si tende a privilegiare l’uno contro uno a scapito della tattica. Un tempo il basket aveva ruoli più definiti, più specializzazioni, mentre oggi viene insegnato tutto a tutti e il gioco è diventato più soggettivo. Io prediligo l’arte di leggere le situazioni in campo, che è un aspetto che si sta via via perdendo, favorito da un basket più fisico e atletico, fatto di soli pick and roll e triangolazioni.

 

Tuo nonno Bruno e tuo padre Paolo ti hanno cresciuto in un ambiente stimolante.

Sono cresciuto nella galleria di famiglia e ho sempre avuto un’attrazione per l’arte, come via espressiva ed emotiva, un modo per spaziare col pensiero. Cinque anni fa ho iniziato a dipingere e a esporre, ispirandomi a Romiti, Pulga, Mandelli, per non parlare di Mathieu per quanto concerne l’arte segnica, ma anche Ferrari e Mario Nanni. Organizzo anche mostre e arredo alcuni locali di Bologna, perché vedo le tele anche dal punto di vista dell’arredamento, come oggetti che riempiono e arricchiscono espressivamente lo spazio.

 

Ci racconti le attività del ‘Centro Culturale La Loggia’?

Da 7-8 anni siamo diventati un centro culturale, nel quale mi occupo di fotografia, disegni, scultura e pittura. Fra le altre cose dal 2018 inizierò ad organizzare corsi per bambini e credo che allargherò il discorso alla Pontevecchio, data la vastità del suo bacino.

 

Qual è stato il tuo percorso accademico?

Ho conseguito la laurea in cinema al Dams, con tesi in montaggio, prima di frequentare l’Accademia Nazionale del Cinema, un percorso formativo grazie al quale mi sono specializzato in montaggio e video editing e che mi ha anche portato a New York City. Lì mi sono reso conto di quanto i giovani negli Stati Uniti siano valorizzati e seguiti.

 

Hai mai pensato di trasferirti là, verso nuove strade professionali?

Io ho sempre avuto il sogno di portare avanti la galleria di famiglia, non solo dal punto di vista commerciale, ma adattandola alle esigenze di oggi con lo sviluppo di nuove vie, vedi arti visive diverse o workshop indirizzati ai giovani. Inoltre, finché il fisico e gli stimoli tengono, voglio continuare a giocare a basket a Bologna, città nella quale sono nato e cresciuto. Diversamente avrei già pensato di partire.

 

Oltre all’arte, il basket permea la tua vita.

Assolutamente. Ho iniziato in Fortitudo, prima delle esperienze con San Mamolo, Ozzano, Altedo, Budrio, Bologna Basket 2011, 4 Torri Ferrara e infine Pontevecchio. Qui ho trovato una società seria ed equilibrata, che di questi tempi non è una cosa banale, con un settore giovanile importante. Faccio parte del trio dei ‘vecchi’ composto da Mathias Gustavo De Gregori e Mauro Bonaiuti. Abbiamo trovato un gruppo di ragazzi disponibili e aperti ad ascoltarci, un gruppo in controtendenza rispetto ad altre realtà.

 

Che stagione ti aspetti?

Abbiamo una squadra di giovani, un bravo allenatore, qualche talento e ragazzi che hanno potenzialità da esprimere. L’obiettivo minimo resta la salvezza, dopodiché raccoglieremo tutto quello che ci arriva in più.

 

Com’è il gruppo nuovo?

Folli e Gianninoni hanno già mostrato il loro talento ed è un anno importante per loro. Ci sono poi Bergami, Mantovani e Buriani che devono trovare fiducia per riuscire a far emergere la loro potenzialità. Io, De Gregori e Bonaiuti abbiamo portato l’esperienza. L’innesto di Mauro si tradurrà in punti.

 

Credi che la tua lunga esperienza potrebbe portarti ad allenare un giorno?

Certamente. Quest’anno ci avevo pensato seriamente, ma alla fine non ho preso il patentino. Mi piacerebbe allenare o il minibasket o un gruppo senior.

 

#FORZAMARANTO

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